Pagina-afbeeldingen
PDF
ePub

quale per mezzo dell'annessa fonderia si estraggono tuttora 3500 chilogr. di mercurio all'anno.

La Commissione conferisce quindi la medaglia.

78. — Ai signori SADUN e ROSSELLI, per la costanza con cui continuano a tener viva in Italia la industria del Mercurio.

Terro a colori, e Caolini.

La escavazione delle terre a colori dà luogo ad una industria la quale, se non è di grande importanza, merita pure di non essere passata sotto silenzio; essendochè essa interessi assai l'arte della pittura, la quale trova nei colori di questa natura quella stabilità che tanto si ammira negli antichi pittori, e che manca a molti dei colori moderni.

Fra i molti esponenti che hanno presentato di tali terre la Commissione propone che venga accordata la medaglia

79. — Al signor CARLO CORBI-ZOCCHI, di Siena, per la bellezza dei prodotti e la relativa importanza della loro fabbricazione.

80. — Ai signori SANTI MAGGI e BECCHINI di Siena, per la bellezza dei loro prodotti.

81. — I signori Bondi e C. di Roma, banno presentato una serie completa di Caolini delle vicinanze di Roma, alla quale la Commissione conferisce la medaglia, attesa l'importanza e la bellezza degli oggetti esposti.

Come pure

82. — Al signor GIUSEPPE ANGHIRELLI di Montalcino, per la rarità e bellezza dei mattoni da lui fabbricati con la farina fossile.

La Commissione ha inoltre ammirato la bella serie di Caolini impiegati dal marchese Ginori-Lisci nella sua fabbrica di porcellane; essa ha però voluto lasciare alla Classe dell'arte ceramica, con la quale tale collezione si collega, di conferire la medaglia al sullodato signor marchese, che è una delle glorie industriali d'Italia.

SEZIONE TERZA.

ARMI.

(Vedi Allegato N. 1.)

Riassunto.

Dai cenni sommarii che precedono, e dalla relazione della Sezione delle armi, risulta, che la Commissione credette fin d'ora meritevoli della medaglia di ricognizione di merito N. 103 Espositori soyra 240 di cui esaminò i prodotti.

Verso la fine della Esposizione essa ayrà l'onore di riferire sulle di. stinzioni che avesse a proporre per coloro, i cui prodotti non sono per anco arrivati, o sui quali rimase sospeso il giudizio per mancanza di qualche dato.

Nella stessa occasione verrà dato conto delle medaglie che a giudizio della Commissione debbono conferirsi agli operai, i quali hanno più efficacemente collaborata alla produzione degli oggetti trovati più rimarchevoli. Pochissime sono le proposte di distinzioni agli operai fin qui fatte dagli Espositori; ma forse ciò è da attribuirsi alla modestia di questi, i quali potendo temere che i loro prodotti non venissero creduti degni di distinzione, ritennero meno opportuna una proposta di onorificenza agli operai che gli avevano coadiuvati.

La Commissione non dubita che se le Signorie Vostre fanno pubblicare i nomi degli Espositori onorati di medaglie, questi si faranno premura di indicare quelli dei loro operai che sono maggiormente benemeriti dell'industria da loro esercitata.

Dalle relazioni definitive dei relatori della VI Classe apparirà quale sia lo stato, e quale possa essere l'avvenire della geologia, della industria mineraria, e della fabbricazione delle armi in Italia.

Ma intanto giova riassumere quanto fu già posto in evidenza dalla Esposizione:

1° Che si hanno già tanti elementi della geologia italiana, da poter fare una carta geologica dell'Italia in piccola scala, la quale, specialmente per ciò che riguarda l'Italia superiore e centrale, sarebbe incompatibilmente migliore di quanto fu fatto finora ;

2° Che il valore dei prodotti della nostra industria mineraria e me. tallurgica, considerati allo stato greggio e sul luogo di produzione, si può ritenere come compreso fra i 50 e i 60 milioni di lire; - 3° Che parecchi rami di questa industria sono certamente chiamati a grande sviluppo e ad essere origine di altre industrie nella successiva elaborazione dei loro prodotti;

4o Che l'attuale tariffa doganale sopra uno dei più importanti di questi prodotti, cioè sul ferro, deve ancora considerarsi come protezio. nista, e dovrà perciò essere scemata, ma che stante la grandissima riduzione di dazio a cui fu recentemente soggetta, stante le difficoltà in cui versa questa industria, la possibilità di tenerla in piedi emendandola in alcune parti; e finalmente stante la importanza di tener viva un'arte così essenziale alla difesa del paese ogni ragione di prudenza e convenienza esige che si aspetti qualche anno prima di fare nuove riduzioni;

5" Che la fabbricazione delle armi per cui era l'Italia famosa, e che stante la tristezza dei tempi si era quasi estinta, ha ad un tratto preso tale vigoroso sviluppo, da far concepire fondate speranze che possa ritornare all'antica altezza;

6° Che la Esposizione italiana del 1861, è buona arra per l'avvenire della scienza geologica e di parecchi rami dell'arte mineraria e me. tallurgica, e che è debito del Governo il promuovere con vigorosi mezzi lo studio del suolo italiano, mediante la formazione della carta mineraria e geologica in grande scala, e di coadiuvare la industria delle miniere e della metallurgia, aprendo scuole nelle quali la veramente ri. marchevole intelligenza dei nostri operai prenda tale indirizzo da moltiplicare gli effetti della loro abilità.

Firenze, 6 ottobre, 1861.

Il Relatore della 1a Sotto-Commissione

F. Cocchi.

Il Relatore della 2a Sotto-Commissione

CARLO FENZI.

Il Presidente QUINTINO SELLA.

Allegato N. 1.

Relazione sui giudizi emessi dalla Commissione dei Giurati

sulle armi a tutto settembre 1861.

AGLI ONOREVOLI MEMBRI

DELLA COMMISSIONE REALE

ALL' ESPOSIZIONE ITALIANA.

Nel sottoporre all'illuminato criterio delle Signorie Vostre il resultato degli studii, e delle osservazioni fatte nell'esame delle armi, e macchine ad uso di guerra, che furono presentate all' Esposizione, io mi farò lecito di premettere un breve cenno sui progressi e miglioramenti che si andarono mano mano introducendo nelle armi da fuoco, onde porvi sott'occhio la parte che v' ebbero gl' Italiani, e provarvi, che, se in questa prima splendida ed insperata mostra de' suoi prodotti naturali ed industriali, l'Italia non è militarmente rappresentata come si conviene ad una Nazione bellicosa per tradizioni e per istinto, v'ha tutto a sperare però che, ricongiunte appena le disperse membra, e rimarginate le secolari ferite, riprenderà, anche nei fasti della guerra, il posto, che le compete tra le grandi nazioni; e l'industria delle armi, già fiorente in parecchie provincie dello Stato, ritornerà all'antico splendore.

I progressi della scienza e dell'arte della guerra, camminar debbono di pari passo con la civiltà. Invero tirare in guerra nel minor tempo il maggior numero possibile di colpi : dare a questi colpi una portata, un'aggiustatezza e quindi un'efficacia maggiore, vale quanto decidere più presto della sorte delle battaglie ; vale quanto risparmiare del sangue umano.

Prima dell'invenzione della polvere, uomini e cavalli marciavano in guerra, corazzati di ferro. I combattenti erano ridotti allo stato di macchine, di carri, di torri. Gli scontri sul campo di battaglia non erano che un terribile cozzo di masse di ferro, automatiche ed inerti, ed il

tra le riprenderante appena Tiadizioni e prea

sole spariva dall'orizzonte, lasciando spesso incerto l'esito delle battaglie.

Ma ecco che l'introduzione in guerra di quel formidabile agente di distruzione trae seco la scoperta e l'impiego delle armi da fuoco. Ecco agli urti corpo a corpo succedere sistemi di attacco e di difesa, men barbari e meno sanguinosi.

A poco a poco i tubi di ferri primitivi vengono trasformati in armi rigate, ed eccovi il soldato d'automa trasmutato in essere intelligente, che tanto più coraggiosamente sa combattere e morire, quanto più ha fidacia nella potenza delle sue armi.

Ne qui si arresteranno i benefizi che la civiltà ed il progresso arrecar debbono all' arte del guerreggiare; chè ove pongasi mente al simultaneo, ed efficace concorso del vapore, e dell'elettricità, che tanto giovano al trasporto ed all'impiego degli eserciti, si può ben anco sperare, che verrà un giorno, in cui gli uomini possederanno mezzi di distruzione così facili e così pronti, che rinunzieranno a farsi la guerra, e la riputeranno cosa mostruosa ed indegna di popoli civili.

Premesso così come l'accrescere, il migliorare in guerra, i mezzi di attacco e di difesa, mentre fornisce l'unico mezzo materiale e possibile di tutelare e difendere i proprii diritti dall'altrui ambizione o prepotenza, è opera ad un tempo saggia ed umanitaria, passerò a dire rapidamente quanta parte abbiano avuto gli Italiani nella soluzione di questa importantissima questione.

Come l'invenzione della polvere trasse alla scoperta dei tubi di ferro; così l'impiego in guerra delle armi da fuoco liscie condusse alla scoperta delle armi rigate.

La rigatura delle armi non è cosa nuova, e si fa risalire sino al 1500; . alcuni la vogliono per anco attribuire al caso, e pretendono, che le prime righe siano state prodotte nelle armi da fuoco dallo sfregamento delle pesanti bacchette di ferro allora in uso.

Comunque, sta di fatto, che le righe si fecero dapprima rette e parallele. Si riconobbe subito, è vero, qualche vantaggio nella maggior portata, ed esattezza di tiro delle armi rigate, ma non si aveva allora verun' idea esatta sulla natura e sulla forma della traiettoria. E devesi ad un Italiano, all'ingegnere Tartaglia, il primo passo fatto della balistica dei proietti lanciati nelle armi da fuoco, che Egli primo riconobbe, e dichiarò essere la traiettoria una liaea curva e continua.

Dopo - Tartaglia, Galileo nostro dimostrava, che quella curva era una parabola ad asse verticale; sebbene non considerasse Egli, che la resistenza dell'aria, tanto maggiormente quanto è più grande la velocità del proietto, alteri il suo muovimento iniziale, deviandolo dalla forma parabolica.

Più tardi poi, verso la metà dello scorso secolo Lagrangia, altra gloria italiana, faceva nuove ricerche sul movimento dei proiettili nei

« VorigeDoorgaan »