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La Classe non è stata prodiga di distinzioni, essa ha scrupolosamente operato onde la medaglia che conferiya fosse segno di vero pregio, e di merito incontestabile. (')

E merito ha riconosciuto nell'inventore e nel perfezionatore; nell'invenzione o nella applicazione tanto di un difficile quanto di un semplice trovato purchè utile, nella solidità, nella esattezza, nella eleganza di costruzione delle macchine riprodotte; ba apprezzato lo sviluppo acquistato dalle officine, e il basso prezzo dei loro prodotti che ne agevola la diffusione.

Il premio che essa ha conferito non valga per chi lo ha ottenuto a trattenersi dallo studiare di far meglio, nè avvilisca chi ne rimase privo, perché non sarebbe giusta argomentazione il credere che le mac. chine e li istrumenti non premiati non fossero pregevoli siccome pure i premiati non suscettivi d' esser migliorati. Li espositori delli uni e delli altri trovino in questo industriale concorso stimolo efficace a pro. gredire, e come la instancabile nostra perseveranza ne'conati di libertà e di indipendenza ha formati li uomini che sono stati capaci a dar realtà a delle speranze che una secolare prova di sforzi inefficaci faceva parer sogni, così, fatto pari l'ardimento industriale, riprendiamo nel progresso economico il posto che conviene ad una Nazione cbe fu per due volte alla testa dell'umano incivilimento.

Li 24 novembre 1861.

V. il Vice-Presidente CONTE CAV. PIETRO ONESTI

I Relatore della Classe
Gius. PELLI-FABBRONI

mo, i bidenti del Mori di Greve, vari apparecchi per l'allevamento de' bachi da seta del dottor Del Prino di Acqui, tutti premiati. Oltre a questi arnesi commessi per una complessiva somma di circa 100,000 lire italiane sappiamo che vari possessori hanno direttamente alle sunnominate fabbriche commessi molti altri de'citati arnesi: sarebbe stato venduto l'Arnajo del Cav. Maffei di Volterra se il proprietario non si fosse ricusato.

(1) Ha avuto la Classe a suo esame numero 383 macchine ed istrumenti, presentati da 106 espositori, e di questi ne la premiati numero 68. .

La Classe non è stata prodiga di distinzioni, essa ha scrupolosamente operato onde la medaglia che conferiva fosse segno di vero pregio, e di merito incontestabile. (9)

E merito ha riconosciuto nell' inventore e nel perfezionatore; nell'invenzione o nella applicazione tanto di un difficile quanto di un semplice trovato purchè utile, nella solidità, nella esattezza, nella eleganza di costruzione delle macchine riprodotte; ba apprezzato lo sviluppo acquistato dalle officine, e il basso prezzo dei loro prodotti che ne agevola la diffusione.

Il premio che essa ha conferito non valga per chi lo ha ottenuto a trattenersi dallo studiare di far meglio, nè avvilisca chi ne rimase privo, perché non sarebbe giusta argomentazione il credere che le mac. chine e li istrumenti non premiati non fossero pregevoli siccome pure i premiati non suscettivi d'esser migliorati. Li espositori delli uni e delli altri trovino in questo industriale concorso stimolo efficace a progredire, e come la instancabile nostra perseveranza ne'conati di libertà e di indipendenza ha formati li uomini che sono stati capaci a dar realtà a delle speranze che una secolare prova di sforzi inefficaci faceva parer sogni, così, fatto pari l'ardimento industriale, riprendiamo nel progresso economico il posto che conviene ad una Nazione cbe fu per due volte alla testa dell'umano incivilimento.

Li 24 novembre 1861.

V. il Vice-Presidente CONTE CAv. PIETRO ONESTI

Il Relatore della Classe
Gius. PELLI-FABBRONI

mo, i bidenti del Mori di Greve, vari apparecchi per l'allevamento de' bachi da seta del dollor Del Prino di Acqui, tutti premiati. Oltre a questi arnesi commessi per una complessiva somma di circa 100,000 lire italiane sappiamo che vari possessori hanno direttamente alle sunnominate fabbriche commessi molti altri de' citati arnesi : sarebbe slalo venduto l' Arnajo del Cav. Maffei di Volterra se il proprietario non si fosse ricusato.

(1) Ha avuto la Classe a suo esame numero 383 macchine ed istrumenti, presentati da 106 espositori, e di questi ne la premiati numero 58.

. FIRENZE, TIPOGRAFIA BARBÈ RA.

1861.

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