Pagina-afbeeldingen
PDF
ePub
[merged small][merged small][merged small][ocr errors]

È oramai noto e confermato dalla esperienza che le macini che si conoscono col nome di macini francesi sono quelle che applicate alla triturazione de' cereali, segnatamente del grano, si riscaldano meno, e danno un maggiore e miglior prodotto in farine, di quello che ordinariamente si ottiene da altre di diversa qualità, ed oltre ciò, la loro estrema durezza quando siano della miglior qualità le fa atte a lavorare da 300 a 400 ettolitri di grano senza che faccia mestieri di ravvivarle colla martellina. Le sono esse formate di pezzi di pietra, detta della Ferté e di Lesigny, assieme commessi e legati con cerchiature di ferro. Il signor Blanc, ed il signor Massoleni hanno, traendo da Francia quella materia prima, stabilito in Genova un dopo l'altro, la industria della costruzione di tali macini, soccorrendo per tal guisa ai bisogni della macinazione. Così la Classe seguendo la proposta fattale dalla Commissione mista, ha dichiarato meritevoli della recognizione di merito, i si

gnori

BLANC LUIGI di Genova, ,
MASSOLENI MARIANO di Genova.

La Commissione ha con soddisfazione dovuto portare il suo studio sopra due macchine, una delle quali destinata a frangere le olive, l'altra alla macinatura del grano a mano, presentate dal signor ingegnere professor Vegni. .

. Alla macchina da frangere le ulive è fatta l'utilissima applicazione del sistema de cilindri, per i quali le olive vengono schiacciate prima di passare sotto la macina che le impasta; così si ottiene: 1. l'assoluta frangitura di tutte le olive, 2. il sollecito loro impasto, 3. il completo prodotto.

Il molino da grano poi riunisce i perfezionamenti tutti che la scienza e la pratica hanno indicati di sicura utilità. La macina dormente è collocata al disopra della girante, una nocella conica dentata a taglio fissata nel centro frange le granella prima che passino sotto l'azione delle due macini, così che il lavoro che producono è perfetto e sollecitissimo, e la forza impiegata minore che negli altri sistemi di macinazione.

La disposizione esterna di tutto l'apparecchio, i punti d' applicazione della forza motrice, la comoda disposizione della tramoggia, il fa. cile modo di regolare l'avvicinamento e l'allontanamento delle macini fra loro, la semplicità e la solidità, tutto concorre, perchè possa dirsi risoluto un problema di economia domestico-rurale, in quanto può far risparmiare al contadino le spese delle macinazioni, potendosi con tal molino macinare a mano un sacco di grano in un giorno.

Il perchè la Commissione mista, ha dichiarato meritevole della recognizione di merito, il loro autore signor

VEGNI professor ANGELO di Firenze.

Due strettoi da olio, costrutti in ferro fuso nello stabilimento mec. canico Gupy di Napoli hanno fermata l'attenzione speciale della classe. Udo agisce a pressione idraulica, l'altro con vite a stanga all'uso ordinario, e presentano respettivamente miglioramento notabile nel congegno e semplicità somma di montatura.

Così la Classe ha conferito il premio allo

STABILIMENTO meccanico GUPY e C. di Napoli, per il miglioramento notabile introdotto nel congegno dello strettoio a pressione idraulica e per la semplicità somma di montatura del secondo.

Ha avuto la Classe a studio e ad esperimento la macchina del signor Frigerio di Lecco per la scopatura de'bozzoli e sul rapporto del. l'esperimento eseguito, del quale le ne ha reso conto come perito il signor Martelli Bolognini, ha la Classe dichiarato che quella macchina offre somma economia di tempo e di mano d'opera, risparmio di combustibile, miglior lavoro, minor perdita di materia ed utilizzazione dei più piccoli gusci, per cui la Classe ha stimato meritevole di recognizione di merito

Il signor FRIGERIO GIUSEPPE di Lecco.

Poichè piacque alle Signorie Vostre presentare all'esame ed al giu. dizio della nostra Classe IV la memoria del signor Antonio Zara da Padova sopra il bonificamento operato ne' proprii possessi situati nella Pro. vincia Veneta di Padova, la Classe ne commise il preliminare studio ad una speciale Commissione scelta nel suo seno e ne ebbe completissima relazione dal prof. N. Collignon.

Una estesa landa maremmana contaminata d' acque stagnanti detta Valle di Foresto della superficie di undicimila ettari, per quanto ci si riferisce, è stata essiccata mercè l'azione di macchine Idrovore dal signor Zara e da altri proprietarii della località.

Il signor Zara fu uno de' primi tra essi ad applicare quel sistema sui suoi terreni ed ha reso conto delle circostanze tutte del sistema d'essiccazione, documentandolo coi prospetti statistici ed amministrativi, coi bilanci economici, coi disegni geometrici debitamente illustrati.

I mezzi riferiti dal signor Zara nella opera di bonificamento li ha la Classe studiati tanto sotto il rapporto tecnico che economico; ma poichè nell'uno e nell'altro i fondamenti del suo criterio per giudicare doveva tirarli nelle teorie della Geodesia, nell'arte dell'ingegnere, nella Meccanica Idraulica e ne' dettami della scienza economica, così non stimò di sua competenza l' esprimere un giudizio.

Restava a studiare lo scopo prefissosi dal signor Zara, ma anche in tale esame, poichè le era impedito la d'altronde troppo importante prova di una ispezione locale e perfino non le fu dato illuminarsi completamente colla testimonianza diretta di persone competenti che aggiungessero, al molto riferito dal signor Zara, quanto poteva esserle necessario, così la Classe non ebbe modo di formarsi un criterio sicuro per scendere in un qualsiasi giudizio.

Ciò però di cui si è essa convinta si è, il fatto importantissimo che molti proprietarii e capitalisti Veneti hanno riuscito con numerosi sacrifizii sotto il peso e tra i vincoli della straniera nemica militare occupazione, a dar vita e mantenere la industria agricola nelle lande maremmane presso l'Adriatico ed hanno arrecato così alla umana società benefizii segnalati.

Così la Classe non può a meno di tener in gran conto ed applaudire alli sforzi generosi e perseveranti di quei proprietarii e di quei ca. pitalisti, ed al signor Zara tra essi, cui per di più son dovute grazie ed encomii per aver presentato a questa prima mostra nazionale quel suo documentato rendiconto. Per tali titoli la Classe dà pubblico attestato di merito segualato a tutti quei distinti Italiani, e ritenendo parte in. tegrale de' suoi atti la memoria del signor Zara, dichiara esso, che si è fatto intelligente organo di quel fatto importante, meritevole della re. cognizione di merito.

PREMI AGLI OPERAI.

• Se con vera sodisfazione ha la Classe potuto conferire meritati premi alli inventori e perfezionatori di istrumenti agrari, non minore sodisfazione ha essa provato nell'essere autorizzata a premiare l'industre operaio che completa colla abilità nella sua arte l'opera dello scenziato. E poichè non piccola parte delle macchine e degli istrumenti, od apparecchi riuniti a questa Esposizione hanno il pregio della esattezza e della eleganza della costruzione, così non pochi sono li ope. rai che la Classe ha stimati meritevoli di premio.

Ha la Classe fondato il suo giudizio su quante le indicazioni rac. colte dalla intelligente cura dell' Ispettore della Classe Prof. Della Fonte sulle notizie speciali che ciascuno de' componenti la Classe trova. vansi in grado di somministrare, e sulla buona costruzione degli oggetti esposti. . ? . . . . .

• Ha la Classe premiato tanto l'operaio più distinto delle grandi of: ficine, quanto il lavorante del più modesto lavoratorio, ponendo cura di tener conto con la capacità, della assiduità al lavoro e della moralità.

Non ha però dimenticato la Classe il suo titolo, per modo che essa si è astenuta da premiare operai che fossero in servizio di fabbriche o laboratorii di istrumenti la cui costruzione non esigesse pratiche cognizioni di meccanica, o intelligenza speciale nell'arte del fabbro e del falegname

· Ha creduto non dover conferir premio ai lavoranti in fabbriche dalle quali fossero usciti istrumenti non premiati in questa Esposizione: ugualmente ha creduto non doverne conferire ai lavoranti di laboratorii premiati ma condotti per così dire in famiglia, intendendosi bene come in questi, il merito principale e forse esclusivo abbia a riconoscersi nel capo o conduttore dell' officina cui già era stata decretata la medaglia,

Seguendo tali principii sono stati dichiarati meritevoli di premio.
1.- I signori CARLO OTTO Macchinista.

PAOLO BIRAGHI fonditore.
ANSELMO DALSENO macchinista, nello Sta-

bilimento della Elvetica di Milano di.

: retto dai signori Rümmele e C.. ., 2. -- I signori LUIGI DURACCI macchinista. ..

LORENZO CAVALIERE capo fonditore.
DOMENICO AITALLA modellatore, nello

Stabilimento Macry e Henry di Napoli. 3. -- Il signor GIUSEPPE NIZURITO capo fognatore nella

fabbrica Gauthier e C. di Genova. 4. — Il signor PIETRO ANTONIO TANA capofabbrica dello

Stabilimento della Beffa di Genova. 5. - 1 signori EUGENIO GIORGETTI.

DOMENICO FABBRI della officina di G. B.

e fratelli Baldantoni d’Ancona. 6. - Il signor LORENZO CIAPETTI meccanico nella fab

brica di Benedetto Ciapetti di Castelfiorentino. 7. -- Il signor MICHELE Rossi capo officina e monta

tore di Macchine nella fabbrica del Conte De Cam

bray Digny in Mugello (Toscana). 8. - Il signor PIETRO TREVISI fabbro-ferraio nella offi

cina del sig. Gio. Batta Fissore di Tortona.

9. — Il signor PASQUALE Ricci lavorante in ferro nella . officina del signor Daniele Torelli a Luco. 10. — Il signor LORENZO PINI capo fabbrica nella offi

cina del signor Ing. Prof. Angelo Vegni a Seravezza. 11. — Il signor PIETRO Ruzza capo officina nella fab

brica di macini da molini del signor Luigi Blanc a

Genova. 12. — Il signor FELICE BOTTINO operaio nella fabbrica

di macini da molini del sig. M. Massoleni di Genova, Questa prima mostra Nazionale ha offerto per questa Classe l'im. portante fatto che dalle grandi officine e dai laboratorii sparsi in ogni punto d'Italia escono macchine ed istrumenti costruiti secondo i precetti della scienza ; lo che attesta del progresso in cui, dovunque è l'agri. coltura, e la ricerca per compra che è stata fatta, durante questa Espo. sizione, delle macchine delli istrumenti, e di più minuti arnesi, e le molte commissioni date a diverse officine per la costruzione di altre eguali ne è riprova ; siccome sodisfacente riprova che i giudizi dati dalla Classe non andarono errati si è, che le macchine gli strumenti acquistati e commessi sono appunto quelli premiati. (').

(0) Alla fabbrica Ciapetti di Castelfiorentino sono stati commessi, Coltri Toscani in firro battuto, Rincalzátori, Sgranatori di gran Turco, Erpici Valcour, Trinciapaglia a doppio ingranaggio, Trinciaradici, Ammostatrici, forbici da potare, e Vagli Ventilatore, (premiati).

Alla fabbrica Fezia di Trumello in Piemonte sono stati commessi dieci Aratri Fezia. (premiati).

Alla fabbrica Baldantoni d'Ancona sono stati commessi sei sgranatori, varii tappabottiglie, (premiati)."

Alla fabbrica Gauthier di Torino sono stati commessi venti tappabottiglie, varie macchine da costruzione de' tubi da fognatura, (premiati).

Alla fabbrica di Schifanoia in Mugello (Toscana) vari coltri Digny, e Aratri da rinnuvo con ruola, (premiati).

Alla fabbrica Rummele di Milano sono stati commessi de' Trinciapaglia, (premiato).

Alla fabbrica Lopresti di Palermo, sono stati commessi i Volta orecchio ameri. cani, (premiato).

Alla fabbrica Mure di Torino sono stati commessi varii vagli sceglitori, (premiato).

Alla fabbrica Giacomelli di Treviso sono stati commessi varii ripuntatori, e trib. biatrici a mano.

Alla fabbrica Della Beffa di Genova sono slate commesse varie tribbiatrici a mano, (premiato).

A Bianchi di Bergamo, a Vineis di Biella, a Arrigoni di Pescia, a Spina Santo. loi di Catania, a Oliva Dalmazzo di Cuneo, molte scuri, pennati, falcioni, trinciapaglia, falci fienaie, (premiati).

È stato acquistalo, l' aratro Parmense del Moissiari l'ombuto dell'Omboni di Co.

« VorigeDoorgaan »