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Fabbrica del Marchese Lorenzo Ginori.

81. — Bianchini Pietro chimico tecnico

82. — Innocenti Leone e Benelli Tito modellatori '83. — Gramigni Egisto pittore

al quale ultimo nome si sarebbe premesso quello di Lorenzo Becheioniore questi uon fosse stato già premiato dalla Classe XXIII (Pittura)

Fabbrica di G. Richard e C.

84. — Dantreygas Carlo e Wenger Alberto capi lavoranti

85. — Corradini Giovanni pittore, e Cappello FranCesco formatore

86. — Bersani Giuseppe tornitore in porcellana, e Pozzi DOMENICO modellatore in terraglia.

Fabbrica Carocci, Fabbri e G.

87. — Magni Giuseppe pittore

88. — Mischianti Senofonte idem.

Compiuti per tal modo gli studj ed i giudizj intorno agli oggetti esposti nella Classe XI, il Giurì si riserva di più largamente spiegare ed illustrare i medesimi nella Relazione generale.

Firenze, 9 novembre 1861.

Il Vice-Presidente
Tommaso Del Beccaro.

Il Segretario Relatore
Prof. Guglielmo Rossi di Milano,

APPENDICE.

Onorevoli Signori

Mentrechè stavasi pubblicando il rapporto sommario dei giudizi pronunziati dal Consiglio preposto all' esame dei prodotti spettanti all' arte vetraria ed alla ceramica, varj oggetti vennero da altre Classi passati alla XP, la quale, per uu sentimento di riguardo verso gli espositori, reputò opportuno di non respingerli sebbene non fossero di sua stretta pertinenza, come chiaramente appare anche dal sistema di classazione dato in luce avanti l' apertura di questa splendida mostra nazionale. In seguito di ciò, fece mestieri intraprendere con tutta sollecitudine una nuova serie di studj comparativi, i cui resultamenti si reca adesso il Giurì nostro ad onore di comunicare alle Signorie Vostre Illustrissime, persuaso che ad essi non sia per mancare la definitiva sanzione di cotesto rispettabile Consesso.

TERRE COTTE.

STUFE E CALORIFERI.

Il Consiglio dei Giurati per la Classe Va (igiene ed alimentazione) essendo tuttora oltremodo aggravato di occupazioni, malgrado lo zelo e la operosità che non interrottamente spiegò fin dal principio della Esposizione, credè conveniente di rilasciare il giudizio sulla maggior parte degli apparati destinati pel riscaldamento delle abitazioni al Giuri qui referente; il quale dopo diligente disamina dichiarò degni della medaglia i signori

89. — GiNORl-LlSCI Marchese LORENZO di Firenze, per la buona esecuzione delle sue stufe; per una ingegnosa costruzione interna diretta ad impedire che il fumo venga respinto dal vento nell'ambiente riscaldato; per il giro tortuoso dato all' emissario dei prodotti aeriformi della combustione all' oggetto di meglio utilizzare il calorico che viene svolto; per la buona disposizione dei caloriferi ad aria costruiti in parte con tubi metallici; e per l' esteso sviluppo di questo genere di produzione.

90. — CECCHT Giovacchino e Fratelli di Firenze,

per la bene intesa costruzione del focolare nei varj appartati calorifici esibiti; per un campione di un nuovo modo di stufe con sezioni orizzontali , le quali aumentano grandemente la superficie riscaldante esterna e forniscono delle cavità che si possono utilizzare come scaldavivande; e per la buona scelta ed esecuzione degli ornati.

91. — Furlani Giovanni di Firenze,

per l'accurata disposizione interna delle parti costituenti i caloriferi ad aria, e per le difficoltà superate nella costruzione di una grande stufa-calorifero considerata soltanto in ciò che strettamente si riferisce alla ceramica.

Parve inoltre conveniente al Giurì di fare onorevole menzione del signor Pietro Villoresi di Firenze come espositore di varie stufe senza applicazione di caloriferi, le quali sono costruite assai diligentemente nel loro interno e decorate all'esterno con ornati semplici ma al tempo stesso eleganti ed opportuni all' uopo.

Giova adesso notare, onde prevenire sinistre interpretazioni, che le stufe di Castellamonte ( dette franldini ) in cui predomina il lavoro in metallo, furono giudicate dalla Classe XIF (costruzione di edifizi).

LAVORI IN PLASTICA.

Questi graziosissimi oggetti furono primamente collocati nella Classe della scultura, sembrando che ivi meglio che altrove potessero esser presi in considerazione; ma, per motivi che noi ignoriamo, la Commissione giudicante di detta Classe deliberò di rinviarli alla XP. Allora il nostro Giurì le accolse, dichiarando però che si sarebbe occupato di constatare il loro merito relativo principalmente in quanto concerne all' arte ceramica, dappoichè la ristrettezza del tempo non consentiva di creare una Commissione mista, la quale si desse cura di studiarle con ogni diligenza anche per il lato artistico. Intraprese così e compiute tutte quelle indagini che al Consiglio dei Giurati per la Classe XP spettavano, esso stabilì di conferire la medaglia ai signori

92. — Bonanno Francesco di Galtagirone (Sicilia), per molti gruppi dipinti, di genere vario in figure, benissimo ideati ed eseguiti, superando non lievi difficoltà sì per riguardo alla modellatura come per la cottura

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93. — Di Stefano Carmelo eli Catania (Sicilia)

per cinque gruppi dipinti di genere vario e per alquante figurine non dipinte, aventi, tanto gli uni quanto le altre, i pregi superiormente notati.

94. — Majorana Filippo di Palermo (Sicilia)

per due gruppi dipinti rappresentanti: 1. una riunione di ciabattini, 2. la refezione di una povera famiglia; i quali presentano requisiti di merito non inferiore a quelli posseduti dalle plastiche dei signori Bonanno e Di Stefano.

Furono poi reputati degni di menzione onorevole: i seguenti espositori di prodotti ceramici congeneri:

Leone Angiolo di Catania (Sicilia)
Nicosia Cav. Giovacchino di Nicosia (idem)
Vaccaro Bon-giovanni Giuseppe e Salvadore di

Caltagirone (idem)
Portale Giacomo di Centorbi (idem).

Finalmente, la Commissione nostra deliberò di concedere la medaglia a titolo d'incoraggiamerto ai signori

95. — Pasquinelli Luigi, lavorante di stufe nella fabbrica Cecchi

96. — Merigiolli Cesare, direttore della fabbrica FURLaNI.

Firenze, 22 novembre 1861.

Il Vice-Presidente
Tommaso Del Beccaro.

Il Segretario aggiunto
Pietro Stefanelli.

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