Storia della letteratura italiana...

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Presso Molini, Landi, e Company, 1806
 

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Page 359 - La cagione di questo è, che il secolo suo era dato a dire in rima : e di gentilezza di dire in prosa o in versi latini niente intesero gli uomini di quel secolo, ma furono rozzi e grossi e senza perizia di lettere; dotti nientedimeno in queste discipline al modo fratesco e scolastico.
Page xxiii - ... è a un di presso la stessa ragione che quella di cui si è ragionato al num. V , e non fa perciò bisogno di altra risposta. Vili. „ I pochi progressi che hanno fatto gì' Italiani „ nella lirica chiamata icastica, cioè in quel genere che fa „ più d'ogni altro conoscere l'energia d'una lingua, e in „ cui tanto si distinsero fra gli antichi Pindaro ed Grazio , „ e modernamente gl'Inglesi. „ E dove, ea chi ha coraggio il sig. ab.
Page 357 - Et erat pars soluto gressu libera, pars frenis homericis astricta, quoniam ysocraticis habenis raro utimur; pars autem, mulcendis vulgi auribus intenta, suis et ipsa legibus utebatur. Quod genus, apud Siculos, ut fama est, non multis ante seculis...
Page 175 - ... presso a' Principi, che alle persone particolari; onde Ministri, e Avvocati, e Notai divennero essi, e per conseguenza ricolmi di ricchezze, e di onori. Fu Lotario imperadore (i) quegli, a cui dopo la ristaurazione dell'imperio di Occidente siamo debitori della fondazione delle pubbliche Scuole di Pavia, Ivrea, Torino, Cremona, Firenze, Fermo, Verona, Vicenza, e Cividal del Friuli; come leggiamo nelle leggi dette Longobardiche, secondo il Codice pubblicato nel Tomo primo degli Scrittori d'Italia....
Page xv - Adunque ritrovato quello che cercavamo , dicemo , che il volgare illustre , cardinale, aulico e cortigiano in Italia, è quello il quale è di tutte le città italiane, e non pare che sia di niuna; col quale i volgari di tutte le città d' Italia si hanno a misurare , ponderare e comparare . LXXII.
Page 344 - Nostra, Rogere, tibi cognoscis carmina scribi; mente tibi laeta studuit parere poeta; semper et auctores hilares meruere datores. Tu, duce romano dux dignior Octaviano, sis mihi, quaeso, boni spes, ut fuit ille Marcili ». o patrono della città di Napoli. Di questi elementi che predisponevano il terreno letterario all' acccttazione delle leggende popolari, è d' uopo rammentarsi per lo studio che intraprenderemo nella seconda parte di questo lavoro.
Page vi - Latina nella volgare? provenne dall' abbandonar del tutto nel favellare la Latina nobile , gramaticale e corretta , e dal porre in uso generalmente la plebea, scorretta e mal pronunziata. Quinci quasi ogni parola alterandosi , e diversi modi prendendo , nuova lingua venne in progresso di tempo a formarsi. Né si creda che da...
Page xvi - Si sforzarono perciò di toglierne quanto più fosse possibile ogni asprezza , e di renderla, come meglio sapessero, elegante e graziosa. Io credo certo che se avessimo i primi saggi che furono scritti di lingua Italiana, noi vi vedremmo non .poche vestigia del dialetto di quella città , in cui essi furono scritti. Ma questi saggi frattanto passando nelle altrui mani eccitarono .altri ad andare ancor più oltre : i secondi scrittori furono migliori de' primi: i terzi andarono avanti a...
Page 421 - Pepo cepit auctoritate sua legere in legibus; tamen quidquid fuerit de scientia sua, nullius nominis fuit. Sed Dominus Yr...
Page 69 - ... fuerint, etiam per partes Italiae obtinere, ut una deo volente facta republica legum etiam nostrarum ubique prolatetur auctoritas.

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